denittis1a

222 parole!! L’essenziale!! E senza alcuna cornice, musica!!

Certo meglio dei compagni inesistenti!!

Attendo gli altri interventi!!

La prof!!

Che cos’è il colore? Vi sono molti modi per intendere la questione e diversi punti di vista da cui partire. Per alcuni, paradossalmente, il colore non esiste. In effetti si tratta di un’affermazione non del tutto campata in aria. Il colore può essere assorbito o respinto dagli oggetti, in linea di massima. Per cominciare potremmo dire che esiste un approccio fisico e uno chimico alla questione. Da un punto di chimico parliamo di assorbimento della luce: se le lunghezze d’onda dei fasci di luce che colpiscono un oggetto hanno una frequenza uguale a quella dell’oggetto che viene colpito questi raggi di luce verranno assorbiti (e non li vedremo), se la frequenza è diversa i raggi verranno riflessi (negli oggetti opachi) o attraverseranno (negli oggetti trasparenti o traslucidi) il materiale illuminato. Perciò, detta in soldoni, se una scatola è rossa significa che la medesima scatola non possiede in realtà quel colore, lo respinge, lo rimanda al mittente, i nostri occhi.Le cose cambiano invece se si affronta la faccenda dal punto di vista fisico. Per esempio le particelle d’acqua che compongono l’arcobaleno vengono attraversate dai raggi di luce, che in base alla loro lunghezza d’onda vengono “piegati”. Significa che i colori arrivano al nostro occhio da angolazioni diverse ed è per questo motivo che li distinguiamo. Vuole anche dire che molto dipende dal mezzo di trasmissione attraverso cui passa la luce e dalla velocità della luce stessa. Il cambiamento di velocità della luce nel passaggio da un mezzo di trasmissione a un altro si misura attraverso l’indice di rifrazione.  Un  classico esempio è quello dato dai ciotoli  che si trovano sulla battigia delle spiagge. Siccome nell’acqua la luce “viaggia” più lentamente, nel passaggio della luce dalla pietra all’acqua la diffusione della luce (la sua velocità) è minore e i colori ci appaiono brillanti, mentre nel ciotolo asciutto l’indice di rifrazione tra la pietra e l’aria è maggiore, la luce subisce un cambiamento più forte, se ne diffonde molta di più e ne viene riflessa di meno dal ciotolo, che perciò apparirà più opaco.

I fiori hanno una propria intrinseca capacità comunicativa che dipende dal tipo, dalla varietà e dal colore che li contraddistingue. Queste valenze sono state attribuite ai fiori nel corso dei secoli da poeti, da leggende tramandate di generazione in generazione, da studiosi.
I fiori comunicano attraverso un proprio linguaggio, frutto dei valori assegnati loro dall’uomo.

MIMOSA
In Inghilterra, nel secolo corso, le ragazze meno carine erano solite infilare la mimosa nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure
fra i capelli per esibire la loro ideologia. Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagliindiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello di mimosa era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore. Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità.

GIGLIO
La tradizione vuole che il giglio, in origine, fosse un fiore bianco e candido, proprio per questo per i cristiani il giglio è simbolo della purezza.
La mitologia narra che il giglio nacque da una goccia di latte caduta dal seno di Giunone mentre allattava il piccolo Ercole.
Il significato del giglio è, dunque, quello della purezza e della castità.

Il giglio di francia
Il giglio di Francia è un’iris di forma simmetrica.
Esso apparve per la prima volta nell’emblema dello scudo del reame di Francia quando i Franchi di Clodoveo nel 496, dopo la vittoria sugli Alemanni, si cinsero il capo di gigli.
Durante le crociate i vessilli francesi erano ornati di gigli.
Nel 1376 Carlo il Saggio assunse come emblema ufficiale del reame tre gigli per onorare la Trinità.

MARGHERITA
Si dice abbia facoltà profetiche. Gli innamorati la sfogliano per sapere se il loro amore è ricambiato. Nel Medioevo, le donne riconoscevano pubblicamente di essere amate e di riamare quando concedevano al loro cavaliere il permesso di ornare il proprio scudo con due margherite. E’ il simbolo della semplicità, freschezza e purezza.

VIOLA
Rappresenta il pudore e la modestia; la sua corolla infatti si inchina davanti al sole per evitare la troppa luce. Cantata dal Petrarca e da Shakespeare è stata oggetto di notevole rivalutazione durante la Belle Epoque per il suo profumo delizioso.

GIRASOLE
Il girasole fu apprezzato dal Re Luigi XIV, il Re Sole e durante l’età vittoriana, in Gran Bretagna, venne disegnato su stoffe, inciso nel legno, forgiato nei metalli; Oscar Wilde volle il girasole come simbolo del movimento estetico che lui stesso aveva fondato. In Italia, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio hanno elogiato il girasole nei propri versi. Nelle opere di Van Gogh la presenza del fiore è ricorrente.
Il significato dei fiori di girasole, nel linguaggio dei fiori, è di allegria e orgoglio.

ROSA
Regina dei fiori, la rosa può assumere diversi significati a seconda dei propri colori; così per esempio la rosa rossa simboleggia l’amore,la passione; quella gialla la gelosia e infedeltà nello stesso tempo; quella bianca di castità e purezza; nel linguaggio dei fiori, la rosa rosa significa invece fascino e dolcezza.

Rosa Crimson Perpetual
Giuseppina Beauharnais (moglie di Napoleone) amava coltivare le rose. Durante i Cento Giorni, tra il ritorno di Napoleone dall’isola d’Elba e il suo esilio a Sant’Elena una rosa allevata a Saint Cloud venne chiamata Rosa dell’imperatore; quando venne incoronato re Luigi XVIII essa fu ribattezzata Rosa del re; in seguito, si chiamò Crimson Perpetual.

TULIPANO
Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto.
In Occidente il significato del tulipano, nel linguaggio dei fiori, è quello
dell’incostanza.

Il tulipano nero
Nel Seicento gli olandesi conobbero per la prima volta i tulipani e si appassionarono alla loro coltivazione, al punto da spendere somme folli per procurarsi i bulbi dei tulipani dai colori più strani, soprattutto il tulipano di color nero. L’economia olandese ne risentì a tal punto, che il governo dovette intervenire; in poche ore il prezzo del tulipano scese a picco.

Michele Inchingolo

Il verde dona un tocco di vita agli ambienti e alla natura e li rende caldi e accoglienti, per questo molte persone corrono a comprare piantine di tutti i colori da mettere in casa o in giardino; sempre gradito soprattutto come regalo, il fiore è una forma di gentilezza che non passa con il tempo. Il cosiddetto linguaggio dei fiori, ovvero l’usanza di attribuire un significato alle diverse tipologie di fiori, è un metodo di comunicazione antico che ha avuto grande sviluppo già nel periodo dell’Ottocento ; infatti, i fiori e gli allestimenti floreali venivano utilizzati allo scopo di esprimere diverse sensazioni e sentimenti che l’ uno provava per l’ altro e che non sempre, potevano essere pronunciate. Oggi meno usato ha comunque lasciato dei segni: tutti sanno, ad esempio che le rose rosse sono simbolo di amore e passione, quelle rosa un po’ meno, le bianche indicano virtù e carità e ancora, le rose gialle simboleggiano l’ affetto di amicizia e devozione per colui che le riceve. Attribuire un significato simbolico ai fiori nasce già nel Medioevo e nel Rinascimento. Tuttavia, l’ Ottocento è il secolo dove si sviluppa maggiore interesse per i fiori, legato alla comunicazione dei sentimenti. Sempre in quei anni, in Europa nascono diversi libri e dizionari dedicati all’ argomento del “fiore”, sviluppatosi soprattutto in Inghilterra e Francia.
Dalla storia dei fiori passiamo alle curiosità dimostrandovi i significati più comuni dei fiori che più conosciamo, modernamente.

__Il GAROFANO è caratterizzato da diversi significati , anche a seconda dei Paesi. In generale però, si può dire che è il simbolo della dignità, della virtù e della nobiltà. Ricco di riferimenti storici,veniva portato all’occhiello dai nobili francesi che salivano alla ghigliottina.

__La MARGHERITA la usano alcuni innamorati per predire il futuro, ma in realtà è simbolo di freschezza, semplicità e purezza.

__Il NON TI SCORDAR DI ME è un fiore, il cui nome, risale ad una leggenda austriaca: “un giorno due giovani innamorati, passeggiando lungo il fiume Danubio, scambiandosi tenere parole, rimasero impressionati dalla grande distesa di fiori blu trasportati dalla corrente del fiume; così il giovane, nel tentativo di raccogliere i fiori all’amata, venne inghiottito dalle acque e come ultime parole pronunciò “non ti scordare mai di me”. Da questo racconto il fiore ha acquisito non solo il nome ma anche il significato della fedeltà e dell’amore eterno.
La PRIMULA è il simbolo della primavera; con l’intiepidirsi del clima è uno fra i primi fiori a sbocciare. Il significato quindi è legato alla speranza di rinnovamento, che questa stagione porta con sé.

__Il TULIPANO è un fiore di origine turca: il termine deriva dal greco Turban (turbante) probabilmente per la forma avvolta su se stessa. Molto diffuso nei giardini orientali, una leggenda riconduce il colore del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso. Per questo il significato orientale del termine è quella dell’ amore perfetto. In occidente, lo sviluppo del tulipano è legato soprattutto all’Olanda e il significato indica l’inconstanza.

__ La VIOLA: il ripiegarsi in avanti del “collo” della viola in presenza di troppa luce, ha fatto della viola il simbolo del pudore e della modestia. Anche solo il nome “Viola del pensiero” lega il fiore alla sfera degli affetti e della memoria, e indica la costanza e la reciprocità del ricordo.

Concludendo, il linguaggio dei fiori è curioso e complesso; spesso i significati si legano a leggende o ad antichi avvenimenti storici, e si tramandano attraverso i diversi modi di fare.

LA GIOIA ANTONIO 1^A

Per definizione, le “megalopoli” sono aree urbane con più di 5 milioni di abitanti. Gli scienziati stimano che nel 2015 il mondo avrà 60 megalopoli dove vivranno più di 600 milioni di persone in totale. È in queste città che ha luogo gran parte del processo mondiale di urbanizzazione. Le megalopoli non sono soltanto grandi città; la loro scala di grandezza crea nuove dinamiche, nuove complessità e diversa simultaneità di eventi e di processi fisici, sociali ed economici. Le megalopoli che vivono un boom economico molto spesso generano grandi opportunità, ma hanno in sé altrettante pressioni per il cambiamento, unitamente al degrado ambientale. Nel mondo in via di sviluppo le megalopoli crescono più velocemente delle loro infrastrutture.

Le megalopoli ospitano un’umanità varia, fatta di persone diverse che coesistono le une accanto alle altre. Ci sono gruppi di normali cittadini che custodiscono e tramandano le proprie radici etniche, sociali, comunitarie, culturali e di tradizioni. È importante riconoscere e tenere nella dovuta considerazione le differenze esistenti in termini di sviluppo economico, polarizzazione sociale, qualità delle infrastrutture e della governance. Megalopoli significa però anche un rischio per il pianeta. Queste città gigantesche sono sempre più vulnerabili, perché in esse spesso si annidano sacche di grande povertà, crescono le disuguaglianze sociali e aumenta il degrado ambientale, elementi tutti interconnessi da un sistema complesso di beni e servizi. Persone appartenenti a diversi gruppi socio-economici e con diversi credi politici, possono finire in uno stato di segregazione geografica, creando disparità e conflitti.

È quello che accade per le baraccopoli; La densità della popolazione, infatti, aumentano il rischio della creazione di questi “quartieri” formati da piccole case di fortuna di qualunque materiale dalle roulette più umili alle case di legno mal costruite …

Insediamenti di questo tipo si trovano in numerose aree del mondo. Le baraccopoli sono in genere formalmente illegali e non riconosciute come insediamenti autorizzati; di conseguenza esse mancano spesso di infrastrutture primarie (approvvigionamento di acqua potabile, eliminazione dei rifiuti, distribuzione dell’elettricità e servizi igienici), sono spesso edificate su terreni instabili e vi sono, in genere, pochi dati ufficiali in merito alle dimensioni della loro popolazione e alle sue condizioni di vita reali. La vita in questi slum, “quartieri poveri”, è molto difficile sopportando alcune delle più intollerabili condizioni di vita, che frequentemente includono la condivisione di bagni con centinaia di persone, la convivenza in quartieri sovraffollati ed insicuri e la costante minaccia degli sfratti. Gli abitanti di uno slum sono più soggetti a contrarre malattie dovute all’inquinamento dell’acqua, come il colera e la febbre tifoide o quelle opportunistiche che accompagnano l’AIDS. Molte volte gli abitanti di questi “quartieri” vengono etichettati come criminali ma spesso sono proprio loro le vittime che gli esecutori di questi crimini. Sebbene queste baraccopoli non sono molto desiderate in nessuna città del mondo posso portare, involontariamente, benefici alla città stessa. Per esempio essi sono spesso il primo punto di sosta delle popolazioni che dalla campagna emigrano verso la città; essi forniscono degli alloggi a basso costo tali da poter permettere ai nuovi emigranti di risparmiare sufficiente denaro per la loro eventuale incorporazione nella società urbana.

Per concludere le baraccopoli possono sembrare quartieri brutti e invivibili; ma non dobbiamo fermarci solo alla apparenze possiamo anche capire la mentalità di quelle persone, perché hanno dovuto emigrare dal loro paese ed aiutarle a integrarsi nella società urbana odierna.

Luca Favia

Il 21º secolo sarà segnato da una progressiva urbanizzazione, con la nascita di molte
megalopoli con più di 10 milioni di abitanti. L’aumento della popolazione e la endemica
diseguaglianza sociale portano alla formazione di sempre più estese baraccopoli. Il rischio di disastri umani e ecologici è crescente ma ci sono anche segnali per uno sviluppo alternativo. il futuro del pianeta dipenderà da come si svilupperanno le megalopoli è ormai una certezza. Già ora metà della popolazione mondiale abita in città più o meno grandi e fra vent’anni la percentuale salirà al 60%: la qualità globale della vita si giocherà dunque tra lunghi viali soffocati dal traffico oppure tra le gallerie di moderne metropolitane. Quasi tutte le metropoli sorgono in riva al mare o alla foce di un fiume: questa posizione,
ideale per lo sviluppo economico, rischia però di diventare causa di grave allarme se le
previsioni sull’innalzamento degli oceani si tramuteranno in realtà. Un caso estremo è
rappresentato dalla capitale del Bangladesh Dacca che assomma in sé tutte le caratteristiche negative che potrebbero portare a un disastro ambientale e umano: 13 milioni di abitanti, con un tasso di crescita del 4% annuo. Ma il problema più significativo per le megalopoli dei paesi poveri o in via di sviluppo restano le baraccopoli simbolo del degrado urbano, della criminalità e delle sperequazioni economiche. Queste “città nelle città” si sviluppano a causa dell’incapacità di fornire i servizi fondamentali per una popolazione in costante aumento: la carenza o la mancanza di acqua, fognature,
abitazioni, energia determinano l’emergenza. Chiunque abbia visitato uno slum ha
l’impressione di trovarsi in un mondo a parte, quasi autosufficiente. È il caso della baraccopoli di Dharavi a Mumbai, la più grande dell’Asia con circa 700 mila persone stipate in 1,75 kmq, che può essere considerata come un organizzato distretto industriale per lo smaltimento dei rifiuti, senza alcuna sicurezza ambientale e senza nessuna tutela sociale. Migliaia di persone lavorano in circa 400 “unità” di riciclaggio dei rifiuti contribuendo non poco alla tumultuosa crescita economica della città, ma al costo però di vite umane e di un generale inquinamento.

Stefania Giorgio


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